Il mango è un albero tropicale sempreverde, originario dell'Asia meridionale, oggi coltivato anche in alcune regioni italiane a clima mite (come Sicilia e Calabria) e in serra. Se ben curato, questo albero può offrire raccolti generosi e frutti succosi. Tra le pratiche fondamentali per il suo benessere e la fruttificazione c'è la potatura, che deve essere eseguita con attenzione, rispettando il naturale equilibrio della pianta.
Perché potare il mango?La potatura del mango serve a:
Il periodo ideale per la potatura è dopo la raccolta dei frutti, cioè al termine della stagione produttiva. In Italia, questo corrisponde in genere alla fine dell'estate o inizio autunno.
In alternativa, è possibile effettuare una potatura leggera in primavera per correggere la forma e rimuovere rami secchi o danneggiati.
Come si pota il mango 1. Potatura di formazioneNei primi 3 anni si lavora per dare una forma equilibrata alla pianta. La più comune è la forma a vaso o a globo, con 3-4 branche principali che si aprono verso l'esterno. Si taglia l'apice della piantina a circa 1 metro da terra per stimolare la ramificazione laterale.
2. Potatura di produzioneUna volta che la pianta è formata, si interviene per:
Ogni 4-5 anni è possibile intervenire con una potatura di rinnovo più energica, per rinfrescare la struttura produttiva. Questa va eseguita gradualmente per non stressare la pianta tropicale.
Attrezzi consigliatiIl mango tollera male i tagli eccessivi. Evita potature drastiche, soprattutto nei climi non tropicali. Meglio piccoli interventi regolari, per mantenere la pianta in equilibrio tra crescita vegetativa e fruttificazione.
Consigli finaliCon una potatura mirata e attenta, il mango può diventare una pianta ornamentale e produttiva, capace di offrire frutti tropicali anche in Italia, se coltivato con le dovute cure.
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